La copertina di Linus, secondo Winnicott

La copertina di Linus, secondo Winnicott

L'oggetto transizionale è fondamentale per la crescita dei bambini.

A molti sarà capitato di guardare le vignette di Peanuts, nelle quali Linus si trascina dietro la sua mitica copertina. Secondo il pediatra e psicanalista inglese Donald Winnicott si tratta dell’ oggetto transizionale che permette al bambino di crescere e staccarsi progressivamente dalla figura materna.

Winnicott trascorse molto tempo ad osservare le relazioni tra madre e figlio, elaborò idee sorprendenti e decisamente innovative. Al pediatra inglese interessava soprattutto la qualità della relazione. Sosteneva che le cure materne dovevano andare oltre l’accudimento materiale (cibo, pulizia, addormentamento, ecc.), lui si riferiva ad un ambiente di sostegno e di contenimento (chiamato holding) a livello emotivo e psicologico.

Durante la crescita, con lo sviluppo delle competenze motorie e mentali, il bambino si rende via via più autonomo rispetto alla madre, autonomia che consentirà un progressivo distacco, che a volte può essere difficoltoso.

E’ in questa fase che appare l’oggetto transizionale di Winnicott. La cosa interessante non è tanto il tipo di oggetto, che può essere un peluche, un fazzolettino, una bambolina, una sciarpina, ecc. bensì che cosa rappresenta per il bambino.

Questo oggetto raccoglie in sé tutte le caratteristiche della mamma, come ad esempio l’odore e la morbidezza, il pensiero che la madre è presente anche se fisicamente non lo è.

Successivamente, quando il bambino avrà sviluppato maggiore sicurezza e autonomia, si separerà spontaneamente anche dall’oggetto transizionale. E’ un caso raro quello in cui il bambino non si affezioni mai ad alcun oggetto o giocattolo. Tale situazione può avvenire per due motivazioni principali: 1) un eccesso di accudimento, 2) stato di abbandono.

L’oggetto riveste un significato affettivo molto forte, è lo strumento che consente alla mamma di allontanarsi dal figlio. Ad esempio nei primi periodi di inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia.

Il pediatra inglese denominò transizionale questo oggetto proprio perché ha la funzione di far “transitare” la relazione madre-figlio da una situazione di dipendenza ad una di separazione/individuazione. Il bambino progressivamente sviluppa la propria individualità e indipendenza, ma occorre tempo. Tempo che non è uguale per tutti, ognuno ha la sua storia.

Winnicott afferma che quando la madre non è capace di fornire quell’ambiente sufficientemente buono, che è necessario al consolidarsi di un sano senso di sé, lo sviluppo psicologico si arresta, rimane sospeso fino a quando è possibile trovare un altro ambiente di holding che consente l’emergere di un’esperienza soggettiva spontanea ed autentica.

La madre non sufficientemente buona presenta al figlio un mondo con il quale è necessario venire a patti immediatamente; la preoccupazione prematura ostacola e impedisce lo sviluppo, nonché il consolidarsi della soggettività del bambino.

Secondo gli esperti con questo attaccamento al quanto curioso verso un oggetto particolare, il bambino dà avvio ad una operazione psicologica fondamentale, ma anche complessa, ossia comincia ad organizzare il suo legame con la realtà.

Quindi è necessario agevolare questo attaccamento all’oggetto transizionale. Assolutamente sbagliato toglierlo, poiché il bambino subirebbe un doppio distacco assai doloro e negativo per la sua salute psicologica.

[Fonte: L’esperienza della psicoanalisi. Di S.A. Mitchell, M. Black  A piccoli passi. Di S. Vegetti Finzi, A.M. Battistin]

 

 

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